In un momento come questo, in cui la qualità dell'integrazione scolastica sembra essere trascurata nella prassi sia dall’Amministrazione Scolastica che dagli Enti Locali, a causa dei gravi tagli alla spesa pubblica, sembra senz'altro opportuno rilanciare un'Ordinanza di quattro anni fa del Tribunale Civile di Vibo Valentia, che aveva stabilito come il Comune calabrese fosse obbligato ad assegnare a un alunno con disabilità motoria un banco speciale, rientrante nell'obbligo dei Comuni di provvedere all'arredo delle scuole del primo ciclo di istruzione.
Un provvedimento, tra l'altro, che aveva ben dimostrato come l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità non possa certo risolversi solamente nella nomina di docenti per il sostegno
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Normalmente, infatti, si pensa che l’integrazione scolastica si risolva tutta nella nomina di docenti per il sostegno; questa Ordinanza, invece, mostra come tale processo sia ben più ampio e complesso e come ai fini di esso anche un servizio fornito da un Comune abbia la sua importanza determinante per una buona qualità dell'integrazione stessa.
La difesa del Comune avrebbe voluto spostare sull'ASL l’obbligo di assegnazione dell’ausilio speciale, sulla base del Nomenclatore Tariffario di cui all’articolo 34 della Legge 104/92; correttamente, invece, il Giudice ha distinto l'assegnazione al singolo degli ausili del Nomenclatore da quelli che debbono essere in dotazione della scuola, come ad esempio arredi speciali, necessari per poter seguire le lezioni.
Pertanto, in un momento in cui la qualità dell’integrazione scolastica sembra essere trascurata nella prassi sia dell’Amministrazione Scolastica che degli Enti Locali, a causa dei gravi tagli alla spesa pubblica, sembra opportuno rilanciare questa decisione giurisprudenziale, perché, come dice lo slogan di una campagna di sensibilizzazione delle associazioni, è questo il momento in cui bisogna che «i diritti alzino la voce».
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