lunedì 28 febbraio 2011

Buongiorno a tutti

Con questo post termina l'avventura di GenitoriPerLaNitti.
Quando mia figlia arrivò in prima media (sett. 2007) non avrei mai immaginato di rimanere cosi' coinvolto dalla Nitti. Era la mia scuola media e forse non e' stato un caso che vedendola ridotta cosi' male abbia deciso di fare qualcosa.
In questi anni ho avuto la fortuna di incontrare persone, genitori e insegnanti, fantastici, che hanno dedicato tempo, energie e passione per rimettere a posto "un po'" di questa scuola.
Siamo partiti che ci pioveva dentro e siamo arrivati a risistemare lo spazio esterno. E rimangono sempre da utilizzare gli ultimi
fondi messi a disposizione dalla Regione Lazio. In mezzo tante idee, qualcuna e' passata, altre si sono fermate. Intanto il tempo passava e mia figlia e' arrivata al Lucrezio Caro.
Adesso non ho piu' il tempo di seguire come vorrei questo spazio web, che fino a questa sera ha avuto quasi 28.000 visitatori.
Per coloro che volessero continuare a seguirmi invito a cliccare su
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http://ntdlazio.blogspot.com/
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Come avrete capito il mio lavoro e' quello di aiutare i ragazzi nello studio, in particolare, gli studenti non vedenti, ipovedenti e con difficolta' di apprendimento.
Se avete bisogno di me sapete dove cercarmi.
Un caro saluto
Iacopo (
iacopo.balocco@fastwebnet.it)
PS un abbraccio a Anna, Ines, Serena e alle proff di mia figlia.

giovedì 17 febbraio 2011

Il mulino di Escher ora è reale: ma il trucco qual è?



Il mulino di Escher è stato solo un gioco prospettico partorito dalla mente geniale di un grafico olandese del secolo scorso. Fino a oggi però era rimasto "fermo" sulla carta, senza trovare applicazioni reali. Uno studente tedesco ha invece dimostrato che è possibile, o almeno ha creato l'illusione che si possa fare. L'acqua sembra percorrere in salita il canale, come nella famosa incisione. Fino a qui è tutto un gioco di prospettiva, luci e posizione della telecamera. L'acqua però poi ricade davvero nella vasca da cui era partita, azionando la ruota che la rimette in circolo in un moto perpetuo. E qui cominciano le ipotesi. Naturalmente il trucco c'è, ma nessuno ancora lo sa spiegare e il geniale inventore non sembra avere nessuna intenzione di svelare il suo segreto. Nonostante le preghiere di centinaia di utenti che su Youtube hanno visto il suo video e lo supplicano di "illuminarli". La spiegazione più gettonata, al momento, poco romantica ma plausibile, è quella che degli effetti speciali, una rielaborazione del video al computer.

martedì 15 febbraio 2011

La Festa del 17 marzo diventa un caso: nel Lazio scuole chiuse

Ad annunciarlo il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, d’accordo con la Giunta. Il ministro Gelmini però ha auspicato il contrario. Una soluzione alternativa da parte dell’Associazione italiana genitori: concedere ai genitori che lavorano due ore di permesso per poter andare nelle scuole, dove assieme ai figli e ai docenti si realizzerebbe una vera festa dell’unità e della cittadinanza.
Si sta complicando giorno dopo giorno la querelle su come meglio festeggiare l’anniversario del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, in programma il prossimo 17 marzo. Alla decisione del Consiglio dei Ministri di fine gennaio, di decretare Festa nazionale e tenere chiuse le scuole, hanno fatto seguito prima le rimostranze di Confindustria, preoccupata per gli effetti economici derivanti dalla chiusura delle aziende, e poi quelle del ministro Gelmini. Che nel specificare che l’ultima parola spetterà al Cdm (ma non l’aveva già presa con tanto di conferenza stampa tenuta dal sottosegretario Gianni Letta e dal ministro della difesa Ignazio La Russa?), ha tenuto a sottolineare che sarebbe meglio fare lezione celebrando l’importanza dell’unità italiana direttamente in aula davanti ai propri docenti. Ma l'Associazione nazionale dei presidi e i sindacati si sono detti favorevoli alla chiusura delle scuole in occasione della ricorrenza.
Nelle ultime ore si sono moltiplicati i commenti e le decisioni prese dalle istituzioni a livello locale. Se in alcune zone del nord-ovest, dove primeggia la Lega, prevale freddezza e indifferenza verso l’evento, da Roma sono giunte notizie sicuramente poco gradite alla Gelmini e che rischiano di innescare soluzioni controverse: il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha fatto sapere di aver posto la questione all`attenzione della Giunta che ha “condiviso la decisione di chiudere gli istituti scolastici: gli assessorati regionali alla Scuola e alla Cultura organizzeranno per la giornata del 17 marzo eventi in tutte le cinque province del Lazio, per consentire agli studenti di poter ulteriormente approfondire i temi legati all`unità d`Italia. Questo anniversario – ha aggiunto il governatore del Lazio - è particolarmente importante, anche alla luce del delicato passaggio che il paese sta compiendo verso il federalismo, per rafforzare e promuovere soprattutto tra i giovani i valori dell`Unità d`Italia".
Una voce fuori dal 'coro' è stata quella diDavide Guarnieri, presidente nazionale dell'Age, Associazione italiana genitori, secondo cui il 17 marzo se dovesse prevalere l’indicazione del ministro Gelmini "sarebbe il caso di concedere ai genitori che lavorano due ore di permesso per poter andare nelle scuole, dove assieme ai figli e ai docenti si realizzerebbe una vera festa dell’unità e della cittadinanza. In questo modo si festeggerebbe in modo solenne, visto che gli istituti scolastici rappresentano il luogo della cultura". Guarnieri non ha risparmiato dure critiche per come è stato gestito l’evento: "tutto quello che sta accadendo – ha dichiarato il rappresentante dei genitori – è frutto di una mancata programmazione. La festa o le celebrazioni sarebbero dovute essere note già prima dell’inizio dell’anno scolastico, anche per permettere alle famiglie di organizzarsi".
(fonte: http://www.latecnicadellascuola.it/)

Torino. Tra i Banchi. Frammenti di vite scolastiche dall'Unità ad oggi

La mostra storica, documentaria e fotografica, è dedicata alla scuola pubblica e di tutti. È stata realizzata su un progetto del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti di Torino, con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Torino e di numerose scuole del nostro territorio, promotrici, con la Regione Piemonte, anche del finanziamento.
La scuola ha costituito uno dei principali strumenti utilizzati dalle classi dirigenti e da quelle popolari per assorbire le fratture esistenti alla nascita dell’Italia unita o createsi nel corso dello sviluppo economico e sociale dei successivi 150 anni. Si è voluto ricostruire la storia nazionale e le trasformazioni di lungo periodo dell’Italia unita assumendo il particolare punto di vista del mondo della scuola, quello degli studenti e delle loro famiglie e quello degli insegnanti, presentando questi “frammenti di vite scolastiche dall’Unità ad oggi” come un percorso contraddittorio. Perché si tratta di una storia segnata dalla difficoltà, nei primi cinquant’anni di storia unitaria, di far nascere una vera scuola popolare elementare e, con l’avvento del fascismo e fino agli anni cinquanta, dalla scelta élitaria della Riforma Gentile, ma anche arricchita dalla faticosa crescita di una scuola della Costituzione, in grado di garantire a tutti i cittadini la pari dignità sociale.
Sono stati utilizzati documenti e materiali scolastici originali provenienti dagli archivi pubblici, da alcune scuole, soprattutto torinesi, come i Licei Classici Cavour e Gioberti, il Convitto Nazionale Umberto I, gli Istituti Avogadro e Sommeiller, le scuole elementari Gozzi, Margherita di Savoia, di Moriondo, e dagli archivi familiari, hanno infatti collaborato alla ricerca moltissime famiglie dei tre istituti promotori. Gli allievi delle scuole promotrici hanno partecipato al lavoro di ricerca e realizzato le installazioni artistiche e i materiali grafici. I coordinatori della ricerca storica e della mostra hanno inteso raccontare innanzitutto le scelte istituzionali che hanno determinato il mondo della scuola, hanno presentato alcune delle esperienze didattiche e pedagogiche più significative, hanno messo in scena aspetti della vita quotidiana della scuola.
Informazioni Evento:
Data Inizio:17 febbraio 2011
Data Fine: 16 aprile 2011
Costo del biglietto: gratuito
Prenotazione: Telefono prenotazioni: 011.54.03.82
Luogo: Torino, Archivio di Stato di Torino
Orario: lun- ven 10.00 - 18.00 sab 9.00 - 13.00
Telefono: 011. 54.03.82 - 011.56.24.431
Fax: 011.546176
E-mail: as-to@beniculturali.it
Sito Web: http://www.archiviodistatotorino.it/

martedì 8 febbraio 2011

Il Safer Internet Day, giornata mondiale della sicurezza in rete

Un sondaggio Microsoft rilancia il problema della tutela dei minori online Social network e giochi online sono il tema di quest’anno.
«È più di un gioco, è la tua vita»: è lo slogan scelto per il Safer Internet Day 2011, la giornata mondiale della sicurezza in rete per promuovere un utilizzo sicuro e responsabile dei nuovi media tra i più giovani. Il tema di quest’anno - Vite virtuali - riguarda soprattutto l’online gaming e i social network e uno studio di Microsoft fa luce sullo stato dell’arte in tema di sicurezza in rete e minori, evidenziando ancora parecchie lacune in termini di conoscenza.
In occasione del Safer Internet Day 2011, organizzato da InSafe (la rete europea di cooperazione per la promozione dell’uso sicuro di Internet costituita e cofinanziata dalla Commissione europea), Microsoft presenta i dati della sua ricerca, condotta in undici nazioni, coinvolgendo un campione totale di 1.591 ragazzi e 6.409 adulti. Il ritratto che emerge tratteggia una consapevolezza generale dei problemi legati alla sicurezza online, ma anche una generica impreparazione a scegliere gli strumenti giusti di controllo da parte dei grandi.
(...)
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venerdì 4 febbraio 2011

Italia, allarme della commissione Ue

"Semianalfabeta un 15enne su cinque"Nei test Ocse-Pisa 2010 pubblicati a dicembre l'Italia fa registrare il 21% di quindicenni "con scarsi risultati in lettura". E i commissari li giudicano a rischio per il loto futuro, sociale e sul lavoro.
Un quindicenne su cinque, in Italia, è semianalfabeta. Cioè privo "delle capacità fondamentali di lettura e di scrittura". Questa volta, a certificarlo è la Commissione europea che "per contribuire a risolvere il problema, ha istituito un gruppo di esperti indipendenti con l'incarico di individuare metodi per migliorare i livelli di alfabetizzazione", si legge in una nota della stessa commissione. Le lacune emerse in Lettura rendono per i giovani italiani ed europei "più ardua la ricerca di un lavoro e li pone a rischio di esclusione sociale".
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lunedì 24 gennaio 2011

Linee di indirizzo per la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie ed asma

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’Accordo 18 novembre 2010, sottoscritto da Governo, Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano, Province, Comuni e Comunità montane, concernente "Linee di indirizzo per la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie ed asma".
Un passo in avanti era già stato fatto in occasione dell’importante Conferenza paneuropea “Ambiente e Salute” dell’OMS/Euro, svoltasi a Parma il 10-12 marzo scorso, quando i Ministri della Salute e dell’Ambiente dei Paesi europei, compresa l’Italia, avevano sottoscritto la Dichiarazione di Parma, impegnandosi a sviluppare e promuovere politiche intersettoriali per ridurre le esposizioni dei bambini negli ambienti indoor, con particolare attenzione a scuole, asili nido e abitazioni.
Ora, con questo nuovo ed ampio documento, elaborato dalla Commissione indoor del Ministero della Salute e successivamente aggiornato da un gruppo di esperti costituito nell’ambito della DG della Prevenzione sanitaria, vengono descritti i rischi legati alla qualità dell’aria nelle scuole e indicati i possibili interventi di prevenzione da realizzare in tali ambienti (compresi gli spazi esterni e le mense), volti a limitare il più possibile il contatto dei bambini allergici con i fattori di rischio indoor maggiormente implicati nell’induzione e nell’aggravamento delle allergie.
Si tratta di raccomandazioni che ovviamente non hanno la pretesa di prevenire in toto l’insorgenza delle malattie allergiche e dell’asma, ma sono comunque utili a contribuire ad evitarne il peggioramento e possono prevenire crisi allergiche acute, anche gravi, durante l’orario scolastico.
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L’indice di sfollamento non rispettato da anni

Tuttoscuola aveva sollevato già anni fa la questione dell’affollamento delle aule scolastiche, conseguente al contrasto tra l’applicazione del decreto del Miur n. 331/1998 e il rispetto dei limiti posti dalle norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica (decreto del Ministero dell’interno del 26.8.1992) che fissano in 26 il numero massimo di persone che possono essere presenti in un’aula.
Il ministero dell’interno, nel definire il decreto sulle norme di prevenzione incendi, ha infatti fissato da tempo la densità massima di affollamento dei locali scolastici per assicurare sicurezza delle persone nel caso di sfollamento di emergenza: le aule possono, appunto, contenere al massimo 26 persone (cioè 25 alunni e l’insegnante).
L’innalzamento del numero massimo di alunni superiore ai 25 per classe, oltre ad incidere sull’efficacia dell’azione didattica soprattutto ai livelli scolastici inferiori, poneva già allora un problema di rispetto delle norme di sicurezza, secondo quanto previsto dalle norme antincendio.
All’indomani della pubblicazione del nuovo Regolamento (dpr 81/2009), Tuttoscuola ha richiamato l’attenzione su quelle norme antincendio (di fatto ignorate da quasi vent’anni) sottolineando che il ministero dell’istruzione, dando attuazione a norme di contenimento della spesa riduceva il numero delle classi, provocando l’affollamento di quelle esistenti, con conseguente superamento del limite massimo di sicurezza fissato in 26 persone per locale.
La responsabilità, in questi casi, non è del ministero dell’istruzione ma del dirigente scolastico, il quale, come prevede il decreto del ministero dell’interno, deve motivare per iscritto le ragioni per le quali sono presenti persone oltre il limite fissato. E il dirigente ne risponde in caso di incidente.
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